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Tempio di Giove Anxur, Terracina

I nostri scarponi continuano a solcare i sentieri patrii per rinnovare mese dopo mese il legame tra noi e la nostra terra e riaccendere fuochi lì dove da troppo tempo mancano.

Non ci fermeranno i recinti di questa grigia realtà perché la forza che ci guida è ben più alta.

Questo 25 Novembre ci siamo spinti sulle coste a portare il nostro omaggio al tempio di Giove bambino di Anxur, per poi terminare l’escursione banchettando in modo frugale accanto ai resti del tempio della tarda Triade Capitolina a Terracina.

Terracina dalle ignote origini, forse Spartane, forse legate a Tarquinio Prisco, di sicuro centro Ausonio, passato ai Volsci (che le misero il nome Anxur) ed infine conquista Romana. Se fosse accertata l’origine greca il nome Ταρρακινή sarebbe traducibile come Ταρρα = “Apollo”, κινή = “che viene”, “iniziale”, che avrebbe quindi tratti similari al Giove bambino che rinasce ad ogni ciclo.

A Novembre tradizionalmente, prima che giungesse l’oscurità dell’inverno, introdotta dal giorno della Bruma, i nostri avi invitavano i Dodici Consenti a banchettare con loro, fedeli a memorie primordiali.

<<Quando ancora i re avevano accesso alle sale d’oro dei Celesti, alla fine di un banchetto videro la ruota del tempo, la perdita della loro vicinanza agli Dei portata dalla decadenza e si rattristarono.

Allora il Padre dei Numi siglò nel fuoco eterno un patto con gli uomini, se essi avessero dato la vita con Onore sarebbero tornati alla presenza degli Dei, lì attendendo la fine di questo ciclo nei campi Elisi, per combattere insieme nell’ultima battaglia, prima che tutto si rinnovi.>>

Questa breve gita, ci ha regalato scorci stupendi, tra piante di Mirto, Olivo, Quercia.

Siamo stati accolti da un tempo clemente, mentre tutto intorno infuriava la bufera, in questi luoghi magici, dove aspre falesie si gettano in un limpido e ondoso Mare Nostrum, immagini di una bellezza che porteremo con noi.

Alberto Romano