Crea sito

Attilio Regolo: il coraggio e l’onore dei Romani

di Alessio M.

Narra la tradizione romana che il giovane console romano Marco Attilio Regolo fu fatto prigioniero dai Cartaginesi nel corso della Prima Guerra Punica. La guerra tra le due superpotenze era entrata in una fase di stallo, entrambe le parti avevano subito pesanti perdite in termini di vite umane ed economiche. Fu così che Cartagine decise di inviare l’illustre prigioniero a Roma perché convincesse i concittadini a chiedere la pace e porre termine al conflitto. L’accordo con i Punici era che se i romani non avessero accettato la pace egli sarebbe ritornato a Cartagine e sarebbe stato mandato a morte.
Regolo, negli anni di prigionia in territorio nemico , aveva potuto agevolmente rendersi conto delle terribili condizioni economiche in cui giaceva Cartagine e delle sue divisioni politiche interne. Anziché perorare la causa della pace, rivelò ai concittadini la condizione critiche dei nemici esortando Roma a procedere lo sforzo militare. Secondo il console, Cartagine non poteva reggere alla pressione bellica prolungata ed alla fine sarebbe stata sconfitta.
Al termine del discorso, onorando la parola data ai nemici, fece ritorno a Cartagine ben sapendo che avrebbe trovato la morte.
Non si sa come sia stato ucciso, le fonti romane suggeriscono che abbia sofferto la crocifissione. Altri che sia stato vittima dell’abbacinamento per poi essere messo dentro una botte chiodata e scaraventato giù da una collina.
Il sacrificio del Condottiero Romano non fu vano. Egli ebbe infatti ragione: I romani ascoltarono le parole di Regolo, continuarono la guerra e sconfissero i Cartaginesi.